
|
|
| |
Il 2 Novembre del 2001 la Conferenza Generale dell'UNESCO, suo organo di governo, ha adottato la Dichiarazione Universale sulla Diversità Culturale, con la forte determinazione che questa nuova carta di diritti acquisti presto la stessa sacralità della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo: "La diversità culturale è altrettanto necessaria per il genere umano quanto lo è la biodiversità per la natura…è l'eredità comune dell'umanità…".
"Politiche di inclusione e partecipazione di tutti i cittadini sono garanzia di coesione sociale, e della vitalità della società civile e la pace… il pluralismo culturale dà espressione politica alla realtà della diversità culturale…" Queste parole, tratte dai primi due articoli, già fondano il valore supremo del pluralismo culturale e ne sanciscono la supremazia rispetto a qualunque altra posizione ideale o ideologica, esaltandone la funzione essenziale di impulso potente e fecondo di libertà e di pace.
Un documento così eccezionale è stato finora del tutto ignorato dai mezzi di comunicazione di massa, troppo catturati dalla guerra in atto, perciò "Babél" mette a disposizione dei suoi lettori il testo, così come è pubblicato da UNESCOPRESS (N° 2001-120-3), invitando tutti a sottoscriverlo con urgenza, a meditarlo e commentarlo, oggi che è tornata tragicamente d'attualità la giustificazione ideologica dell'odio in nome dell'incompatibilità e incomunicabilità dei valori tra i popoli.
Lidia Procesi
|
|
|
|
|